Basta mettere in fila alcuni libri di Manlio Masini pubblicati da Panozzo Editore per accorgersene. Cambiano gli anni raccontati, i luoghi, le vicende: la Riccione del primo fascismo, la Rimini dei Salesiani, la città devastata dalla guerra, i personaggi incontrati in una vita di giornalismo. Ma sulle copertine torna spesso lo stesso tratto, la stessa pittura ad acqua, lo stesso modo di evocare il passato senza irrigidirlo nella ricostruzione documentaria.
La firma è quella di Giuliano Maroncelli, pittore e caricaturista riminese conosciuto soprattutto come Giuma.
Il suo rapporto con Panozzo Editore passa anzitutto attraverso una lunga amicizia e collaborazione con Manlio Masini. Non fu l'incontro occasionale tra un autore e un illustratore chiamato a confezionare una copertina. Gli acquerelli di Giuma accompagnarono per anni il lavoro di Masini, prima sulle pagine di «Ariminum» e poi nei libri, fino a diventare uno degli elementi più riconoscibili della sua produzione editoriale.
Chi è Giuliano Maroncelli, in arte Giuma
La storia comincia prima dei libri.
Manlio Masini raccontò di avere scoperto Giuliano Maroncelli nell'inverno del 1997, quando acquistò da un corniciaio del centro di Rimini un suo acquerello. Rappresentava quattro ragazzi ai piedi del monumento ai Caduti. Masini non conosceva l'autore, si informò, volle incontrarlo e pochi mesi più tardi gli dedicò sulle pagine di «Ariminum» un primo ritratto critico.
A colpirlo era soprattutto il modo in cui Maroncelli utilizzava l'acquerello. Una pittura lieve solo in apparenza, costruita con grande attenzione al disegno e alla prospettiva, ma capace di restituire piazze, borghi, marine e angoli di Rimini come luoghi già attraversati dal ricordo.
Non è un particolare secondario. Quella capacità di lavorare sulla memoria dei luoghi spiega molto del successivo incontro tra i dipinti di Maroncelli e i libri storici di Masini.
Nel 2004 Masini coinvolse il pittore nella rivista «Ariminum». Maroncelli aveva mostrato anche un notevole talento per la caricatura e fu proprio allora che nacque Giuma, lo pseudonimo con cui sarebbe diventato familiare a molti riminesi. Le prime caricature furono dedicate al sindaco Alberto Ravaioli e al vescovo Mariano De Nicolò; negli anni successivi avrebbero composto una vera galleria della città.
Giuma e Giuliano Maroncelli sono dunque due facce dello stesso artista. Da una parte il caricaturista ironico, rapido nel cogliere un carattere. Dall'altra l'acquerellista degli scorci urbani e delle atmosfere perdute.
Entrambe finiranno nei libri.
Manlio Masini e Giuma: da «Ariminum» ai libri di Panozzo Editore
Il rapporto tra Manlio Masini e Giuma si sviluppò in modo naturale.
Su «Ariminum» Maroncelli non realizzava soltanto caricature. I suoi acquerelli accompagnavano anche gli scritti di Masini. Ancora nel 2015 quest'ultimo ricordava come Giuma illustrasse da anni i suoi “Fuori onda”, brevi testi nei quali cronaca, memoria personale e storia cittadina si mescolavano continuamente.
È importante partire da qui perché permette di comprendere meglio ciò che sarebbe accaduto con Panozzo Editore.
Le copertine non furono una sovrastruttura applicata ai libri a posteriori. Nascevano da una familiarità già consolidata tra due modi di osservare Rimini. Masini cercava le tracce del passato nei giornali, negli archivi, nelle cronache e nei ricordi. Maroncelli lavorava sugli stessi luoghi attraverso il disegno e il colore.
Nel 2011 Masini lo disse esplicitamente. Parlando di quello che definiva ormai un vero sodalizio, diventato nel frattempo amicizia, ricordò che la collaborazione con Giuma si era estesa alle copertine dei suoi libri e alle illustrazioni dei suoi testi. Citava direttamente Dall’Internazionale a Giovinezza ed Eravamo i burdèll di prét per le copertine, Striscio e busso e Ballando tra le macerie per le illustrazioni.
È probabilmente il documento più importante per ricostruire il rapporto tra Giuliano Maroncelli, Manlio Masini e Panozzo Editore, perché non lascia la collaborazione alla semplice osservazione delle copertine: è lo stesso Masini a raccontarne origine e sviluppo.
Le copertine di Giuma nei libri di Manlio Masini
Con il tempo gli acquerelli di Giuliano Maroncelli diventano una presenza ricorrente nella produzione di Masini per Panozzo, in particolare nei volumi dedicati alla storia di Rimini, di Riccione e della Riviera.
Dall’Internazionale a Giovinezza
Uno dei casi più significativi è Dall’Internazionale a Giovinezza. Riccione 1919-1929, gli anni della svolta, pubblicato nella collana Microstorie.
Il volume ricostruisce un decennio decisivo della storia riccionese: gli anni compresi tra il primo dopoguerra, la conquista dell'autonomia comunale e l'affermazione del fascismo. La copertina di Giuma introduce il lettore in quel mondo prima ancora dell'inizio del racconto.
È già riconoscibile una caratteristica che tornerà negli altri libri: all'acquerello non viene chiesto semplicemente di abbellire il volume, ma di evocare il tempo storico nel quale Masini conduce il lettore.
Eravamo i burdèll di prét
Anche Eravamo i burdèll di prét. La parrocchia dei Salesiani di Rimini dal 1944 al 1982 appartiene a questa storia.
Masini ricostruisce quasi quarant'anni di vita della comunità salesiana attraverso cronache, episodi e memoria personale. L'acquerello di Giuma porta sulla copertina quello stesso mondo fatto di persone, luoghi e ricordi che costituisce il nucleo del libro.
Il dato è particolarmente interessante perché l'attribuzione non deriva soltanto dalla firma presente sull'opera: fu lo stesso Masini, ripercorrendo il sodalizio con Maroncelli, a ricordare la copertina di Eravamo i burdèll di prét tra i lavori realizzati da Giuma per i suoi libri.
Ballando tra le macerie: quando gli acquerelli entrano nel racconto
Nel 2011 Panozzo Editore pubblica, sempre nella collana Microstorie, Ballando tra le macerie. Rimini negli anni Quaranta tra avventurieri e segnorine.
È probabilmente il libro nel quale il contributo di Giuliano Maroncelli assume il peso maggiore.
Masini racconta la Rimini dell'immediato dopoguerra: una città quasi cancellata dai bombardamenti che, tra miseria, macerie e occupazione alleata, ricomincia però rapidamente a ballare, divertirsi e prepararsi alla nuova stagione turistica. Piero Meldini, recensendo il volume, sottolineò proprio la capacità di Masini di ricostruire il clima di quegli anni attraverso le cronache dei giornali.
Accanto alle parole ci sono gli acquerelli di Maroncelli.
Non uno soltanto per la copertina, ma una serie di tavole a colori che percorrono il volume. In occasione della presentazione al Museo della Città di Rimini fu allestita anche una mostra, significativamente intitolata L'acqua sporca della guerra, composta dagli acquerelli di Giuliano Maroncelli utilizzati per illustrare l'opera.
Qui la funzione di Giuma diventa particolarmente chiara.
Una fotografia d'archivio documenta ciò che si trovava davanti all'obiettivo. L'acquerello compie un'operazione differente: prende una città che non esiste più e ne ricostruisce l'atmosfera. Non pretende di sostituire la fonte storica; lavora nello spazio che rimane fra il documento e il ricordo.
È precisamente lo spazio nel quale si muove molta della produzione di Manlio Masini.
I “Fuori onda”, Striscio e busso e Busso e volo
La collaborazione tra Masini e Giuma non riguarda soltanto i grandi libri di ricostruzione storica.
Per anni Maroncelli accompagnò con le sue immagini anche i “Fuori onda” di Masini su «Ariminum». Una parte di quella produzione confluì in Striscio e busso. Pensieri e parole, volume che Masini stesso ricordò tra quelli illustrati dall'amico.
Quel percorso avrebbe avuto un seguito editoriale con Busso e volo. Pensieri e parole, altra raccolta degli interventi di Masini.
Questo passaggio dalla rivista al libro è importante. Mostra che il rapporto fra parola e immagine non nasceva in funzione della singola copertina, ma apparteneva già al modo in cui Masini e Giuma lavoravano fianco a fianco nel racconto della città.
Lo stesso ambiente culturale nel quale si sviluppò questo sodalizio è legato anche ai Quaderni di Ariminum pubblicati da Panozzo Editore.
Riccione 1922: Giuma torna sulla storia riccionese
La presenza degli acquerelli di Giuma nella produzione di Masini attraversa gli anni.
Nel 2022 Panozzo Editore pubblica Riccione 1922. La conquista del Municipio, dedicato all'anno nel quale la borgata si separò da Rimini e divenne Comune autonomo.
Masini ricostruisce mese dopo mese la vicenda servendosi soprattutto dei giornali dell'epoca, riportando alla luce conflitti politici, protagonisti e aspetti della vita quotidiana. Anche sulla copertina di questo volume compare un acquerello di Giuma.
Il dato acquista un significato particolare se Riccione 1922 viene accostato a Dall’Internazionale a Giovinezza: due libri pubblicati a molti anni di distanza, dedicati a momenti contigui della storia riccionese e affidati, sul piano visivo, allo stesso artista.
La continuità non è quindi soltanto grafica. Giuma torna a interpretare con il colore un territorio che Masini continua a interrogare attraverso le fonti.
Gli anni delle macerie: un'immagine che anticipa il libro
Nel 2023 esce Gli anni delle macerie. Le suore salesiane di Rimini dal 1943 al 1947.
Sulla copertina compare una bambina in lacrime davanti alle rovine della Casa delle Figlie di Maria Ausiliatrice. L'immagine è tratta da un acquerello di Giuliano Maroncelli e concentra in una sola scena il tema del volume: la guerra osservata non attraverso le operazioni militari, ma attraverso ciò che la distruzione produce nella vita quotidiana.
È difficile trovare un esempio più chiaro della funzione assunta dalle copertine di Giuma nei libri di Masini.
L'acquerello non riassume il libro e non ne sostituisce il contenuto. Ne stabilisce il tono. Prima ancora di leggere la prima pagina, il lettore è condotto dentro una Rimini ferita, vista attraverso una figura umana e non attraverso una veduta impersonale delle rovine.
A distanza di oltre un decennio da Ballando tra le macerie, Maroncelli torna quindi sulla Rimini della guerra, ma lo fa con un'immagine differente e adatta a una storia differente.
Riminesi: Giuma torna alla caricatura
Con Riminesi. Incontri e ritratti di un cronista di «Ariminum» il rapporto tra Manlio Masini e Giuliano Maroncelli ritorna invece alle origini.
Questa volta non sono soprattutto gli scorci della città a interessare Giuma, ma le persone.
È un ritorno alla caricatura che lo aveva fatto conoscere ai lettori di «Ariminum» fin dal 2004. Nel corso degli anni Maroncelli aveva costruito attraverso i suoi disegni una vera galleria di riminesi: amministratori, professionisti, uomini di cultura, protagonisti della vita cittadina.
In Riminesi quella esperienza trova una nuova destinazione editoriale. Masini restituisce attraverso la scrittura uomini e donne incontrati in decenni di giornalismo e vita cittadina; Giuma li osserva attraverso il segno della caricatura.
È forse la forma più compiuta della collaborazione: non più soltanto un pittore chiamato a interpretare il tema di un libro, ma due autori che hanno frequentato per anni gli stessi personaggi e gli stessi ambienti e li raccontano ciascuno con il proprio linguaggio.
Giuma, Massimo Panozzo e il rapporto con la casa editrice
C'è anche un episodio che permette di spostare lo sguardo dal solo rapporto con Masini al rapporto di Giuma con Panozzo.
Già nel 2005, tra i personaggi riminesi ritratti da Giuma sulle pagine di «Ariminum», compare Massimo Panozzo. Il dato precede di alcuni anni le collaborazioni librarie più facilmente documentabili e mostra come Maroncelli appartenesse allo stesso ambiente culturale nel quale operavano Masini e la casa editrice.
È un contesto coerente con la storia di Panozzo Editore, che soprattutto attraverso la collana Microstorie ha dedicato una parte importante del proprio catalogo alla storia, al costume e alla memoria del territorio riminese e romagnolo.
Il rapporto Giuma-Panozzo, dunque, non può essere ridotto a una sequenza di commissioni grafiche. Le copertine nascono dentro una rete più ampia di relazioni personali, giornalistiche ed editoriali.
Gli acquerelli di Giuma e la memoria di Rimini
C'è una ragione per cui gli acquerelli di Giuliano Maroncelli funzionano così bene sui libri dedicati alla storia locale.
La pittura di Giuma non cerca la monumentalità. Predilige gli angoli della città, le case, le piazze, le marine, i luoghi nei quali il tempo ha lasciato una traccia. In Maroncelli la precisione del disegno convive con una componente affettiva: Rimini non è soltanto uno spazio da rappresentare, ma un luogo ricordato.
È una pittura particolarmente adatta a raccontare ciò che non c'è più.
Molti libri di Masini nascono dallo stesso problema. Come ricostruire una città trasformata senza ridurla a cartolina? Come restituire il clima di un'epoca quando i suoi protagonisti sono scomparsi e molti dei luoghi sono stati demoliti o profondamente modificati?
Masini risponde cercando le voci contemporanee ai fatti: giornali, cronache, testimonianze, ricordi.
Maroncelli risponde con il colore.
Per questo le copertine dei libri assumono, viste insieme, un significato che supera quello dei singoli volumi. Formano una piccola galleria della Rimini e della Riviera novecentesche: la politica e il turismo degli anni Venti, la vita delle parrocchie, la guerra, le macerie, la ricostruzione, i personaggi cittadini.
Giuma e Panozzo Editore: più di una serie di copertine
Definire Giuliano Maroncelli “Giuma” semplicemente come l'autore di alcune copertine di Panozzo Editore sarebbe quindi riduttivo.
Il rapporto nasce soprattutto attraverso Manlio Masini, ma attraverso Masini entra stabilmente nella storia editoriale della casa editrice.
Per molti anni Panozzo ha pubblicato libri nei quali la ricerca storica di Masini e la pittura di Maroncelli procedono insieme. Talvolta Giuma firma la copertina; in altri casi le sue opere entrano direttamente nelle pagine; altrove è la caricatura a completare il ritratto scritto.
Ne è derivata un'identità riconoscibile. Il lettore che prende in mano diversi libri di Masini pubblicati da Panozzo incontra più volte lo stesso sguardo sulla città prima ancora di iniziare a leggere.
È forse questo l'aspetto più interessante della collaborazione.
Giuma non ha semplicemente illustrato dei libri su Rimini. Ha contribuito a costruire, volume dopo volume, una memoria visiva della Rimini raccontata da Manlio Masini.
Ed è per questo che il rapporto fra Giuliano Maroncelli, Manlio Masini e Panozzo Editore può essere considerato una delle collaborazioni più longeve e riconoscibili nella produzione editoriale riminese dedicata alla storia della città.
Per approfondire
Per continuare il percorso è possibile consultare la pagina dedicata a Manlio Masini, scoprire i volumi della collana Microstorie e dei Quaderni di Ariminum, oppure esplorare i libri dedicati alla storia di Rimini pubblicati da Panozzo Editore.

