La città perduta recensita da Margherita Stasi negli Annali Romagna ed Emilia

La città perduta di Tommaso Panozzo – recensione di Margherita Stasi negli Annali Romagna ed Emilia

Negli Annali Romagna ed Emilia 2026 di Libro Aperto, Margherita Stasi dedica un'ampia recensione a La città perduta. Itinerari alla ricerca di una Rimini scomparsa di Tommaso Panozzo.

Pubblicata alle pagine 258-259 nella sezione dedicata ai libri, la recensione propone una lettura critica del volume che mette soprattutto in evidenza il metodo della ricerca, la densità della documentazione e la capacità di utilizzare la storia urbana per riflettere sulla memoria e sull'identità di Rimini.

È una prospettiva particolarmente significativa perché non interpreta La città perduta come una semplice rievocazione nostalgica della città scomparsa, ma come uno studio delle trasformazioni che hanno progressivamente modificato il tessuto urbano e sociale.

Margherita Stasi recensisce La città perduta

Nella sua lettura Margherita Stasi colloca il volume in una prospettiva di microstoria urbana.

La città viene osservata attraverso le tracce lasciate dalle sue trasformazioni e attraverso fonti capaci di restituire non soltanto l'aspetto degli spazi, ma anche le relazioni fra architettura, società, economia e vita quotidiana.

Il valore della ricerca, secondo questa interpretazione, consiste proprio nella possibilità di tenere insieme livelli diversi della storia cittadina, evitando che la Rimini del passato venga ridotta a un'immagine uniforme o puramente sentimentale.

Il quadro storico generale della città alla vigilia della guerra è approfondito separatamente nel dossier Rimini nel 1939: com'era la città prima della guerra.

Una lettura lontana dalla nostalgia

Uno degli aspetti più interessanti della recensione è il rifiuto di una lettura esclusivamente nostalgica della “città perduta”.

La scomparsa della Rimini precedente non viene presentata come il risultato di un unico avvenimento né come il semplice passaggio da una città migliore a una peggiore.

Lo sguardo critico si concentra invece sulla successione delle trasformazioni storiche e urbanistiche che hanno cambiato progressivamente il volto della città.

La memoria diventa così uno strumento di conoscenza: permette di interrogare il passato, comprendere le discontinuità e riconoscere le stratificazioni che si nascondono dietro l'aspetto della Rimini contemporanea.

La città come oggetto di ricerca storica

Margherita Stasi mette in evidenza anche la scelta di leggere la città stessa come un documento.

Strade, edifici, denominazioni, fotografie, mappe e fonti scritte possono essere interrogati e messi in relazione fra loro per ricostruire un contesto che non è più direttamente osservabile.

In questa prospettiva La città perduta non propone soltanto una successione di ricordi. La struttura del volume nasce dall'incrocio di materiali differenti e dal tentativo di ricomporli all'interno di una rappresentazione coerente della città.

È un aspetto che lo stesso Tommaso Panozzo aveva spiegato parlando della genesi del progetto nell'intervista al Corriere Romagna dedicata a La città perduta.

Documentazione e microstoria urbana

La recensione riconosce particolare importanza alla varietà delle fonti impiegate nella ricerca.

Documentazione archivistica, testimonianze, fotografie, cartografia, pubblicazioni e altri materiali vengono utilizzati non isolatamente, ma come elementi complementari di una stessa indagine.

È attraverso questo metodo che la storia urbana può superare la semplice descrizione dei luoghi e cercare invece di comprendere come una città funzionasse, come fosse vissuta e quali rapporti esistessero fra le sue differenti componenti.

Questa pagina si ferma deliberatamente al metodo. La recensione originale richiama numerosi esempi concreti utilizzati da Panozzo per costruire la sua ricostruzione: non vengono riproposti qui perché la loro successione, le vicende collegate e il rapporto con le immagini appartengono all'esperienza di lettura del volume.

Una Rimini complessa e contraddittoria

Un altro elemento valorizzato da Margherita Stasi è la capacità della ricerca di restituire una città non semplificata.

La Rimini ricostruita non coincide con una sola dimensione sociale o con l'immagine più conosciuta della località turistica. La lettura della città coinvolge mondi differenti e permette di osservare insieme modernizzazione, vita quotidiana, trasformazioni economiche e contraddizioni sociali.

È precisamente questa complessità a rendere possibile una lettura storica e non soltanto evocativa del passato.

Per preservare il valore del libro, non elenchiamo però in questa sede gli ambienti, i luoghi e i personaggi attraverso i quali questa pluralità viene concretamente raccontata.

Il valore dell'apparato critico e documentario

Nella recensione viene riconosciuta anche l'importanza dell'apparato che accompagna il testo.

La prefazione di Stefano Pivato e il lavoro iconografico curato da Alessandro Catrani concorrono alla costruzione di un volume nel quale ricerca storica e rappresentazione visiva procedono insieme.

Fotografie e documentazione non hanno quindi una funzione puramente ornamentale: sono parte del processo attraverso il quale il lettore può avvicinarsi a una realtà urbana ormai profondamente trasformata.

Anche in questo caso il sito non riproduce l'apparato del volume. La sequenza delle immagini, la cartografia e il loro rapporto con gli itinerari rimangono riservati alla lettura di La città perduta.

Una nuova lettura critica di La città perduta

L'intervento di Margherita Stasi si aggiunge alle diverse interpretazioni che hanno accompagnato il percorso pubblico del libro.

La recensione di Paolo Zaghini su Chiamami Città aveva messo in evidenza l'ampiezza della ricostruzione e il rapporto fra memoria e trasformazione urbana.

La recensione pubblicata su Ariminum aveva offerto un'ulteriore lettura del viaggio nella Rimini precedente alla guerra.

Con gli Annali Romagna ed Emilia 2026 l'attenzione si concentra in maniera particolarmente netta sulla solidità metodologica del lavoro e sulla sua dimensione di storia urbana.

Le differenti recensioni non vengono quindi fuse in un'unica interpretazione: ciascuna conserva il proprio punto di vista e contribuisce a documentare la ricezione del volume.

Per approfondire

Tutte le principali tappe del percorso pubblico del libro sono raccolte nella pagina La città perduta di Tommaso Panozzo: presentazioni, interviste e recensioni.

Questa pagina è invece dedicata esclusivamente alla lettura critica proposta da Margherita Stasi negli Annali Romagna ed Emilia 2026.

Gli itinerari, i singoli luoghi, i personaggi, le microstorie, le fotografie e le mappe che costituiscono la vera progressione narrativa e documentaria di La città perduta rimangono patrimonio del libro.

Scopri La città perduta. Itinerari alla ricerca di una Rimini scomparsa di Tommaso Panozzo.

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