Riminesi alla menta su Ariminum nel 2023: la rilettura di Manlio Masini

Riminesi alla menta di Giuliano Masini

Nel 2023 Riminesi alla menta torna sulle pagine di Ariminum a diciotto anni dai primi interventi dedicati al libro di Giuliano Masini. Il contesto, però, è profondamente cambiato: l'autore è scomparso nel 2021 e Panozzo Editore ha appena riportato in libreria il volume in una nuova edizione, con il sottotitolo I favolosi anni del dopoguerra e una prefazione di Manlio Masini.

È proprio Manlio Masini, fratello di Giuliano, a tornare sul libro nel 2023 dalle pagine di Ariminum. La sua non è la posizione di un recensore esterno: è il prefatore della nuova edizione, conosce direttamente l'autore e partecipa al progetto che restituisce il volume a un pubblico più ampio.

Per questo il contributo del 2023 rappresenta soprattutto una rilettura di Riminesi alla menta nel momento della sua riscoperta editoriale. Il percorso completo del volume, dalla prima uscita alla nuova edizione, è ricostruito in La vita editoriale di Riminesi alla menta: dal 2005 alla nuova edizione del 2023.

Riminesi alla menta torna su Ariminum dopo diciotto anni

Il rapporto fra Riminesi alla menta e Ariminum era cominciato già nel 2005. In occasione della prima pubblicazione, la rivista aveva dedicato al volume due interventi distinti, firmati da Romano Ricciotti e Mixer.

In quelle pagine il libro veniva letto mentre era ancora una novità editoriale e mentre molti degli ambienti, dei comportamenti e delle persone rievocati appartenevano a una memoria relativamente vicina.

Le due letture del 2005 sono ricostruite nell'approfondimento Riminesi alla menta su Ariminum nel 2005: le letture di Romano Ricciotti e Mixer.

Nel 2023 la situazione è diversa. Sono trascorsi quasi vent'anni, Giuliano Masini non c'è più e il libro viene riproposto a lettori che possono essere anche molto lontani, per età ed esperienza, dalla generazione raccontata.

La rilettura di Manlio Masini

La nuova edizione assegna a Manlio Masini un ruolo preciso: accompagnare il testo e contribuire a ricollocarlo nel periodo compreso fra il dopoguerra e la fine degli anni Sessanta.

Nella sua lettura assumono particolare rilievo gli amici, il gergo, le passioni, i riti della vita quotidiana e l'umorismo. Sono elementi attraverso i quali Giuliano Masini aveva trasformato i propri ricordi in una successione di racconti autonomi, senza costruire una cronologia sistematica degli avvenimenti cittadini.

Manlio individua così nel libro il ritratto di una gioventù riminese osservata dall'interno: ragazzi con disponibilità economiche limitate, molta voglia di stare insieme e una capacità continua di trasformare occasioni modeste in esperienze da ricordare.

Il rapporto familiare fra i due fratelli aggiunge però un secondo livello. Manlio non legge soltanto un testo: torna sulla scrittura di Giuliano, sulla sua personalità e sul modo in cui aveva scelto di conservare sulla pagina episodi della propria vita.

Una “dolce vita” riminese molto particolare

Fra le formule utilizzate per definire il mondo di Riminesi alla menta ricorrono quelle di un “vitellonismo alla buona” e di una “dolce vita casereccia”.

Il riferimento non è alla mondanità internazionale con cui l'espressione “dolce vita” sarebbe stata associata alla Riviera, ma a qualcosa di molto più quotidiano: compagnie di amici, pochi soldi, scherzi, corteggiamenti, luoghi di ritrovo e strategie per divertirsi senza grandi disponibilità.

È proprio questo contrasto a caratterizzare la generazione ricordata da Giuliano Masini. Alle spalle ci sono la guerra e le difficoltà della ricostruzione; davanti cominciano ad aprirsi possibilità nuove, mentre la città e la società italiana entrano progressivamente in una stagione di maggiore benessere.

Il libro registra quella trasformazione dal basso, attraverso esperienze personali. La lettura di Manlio Masini aiuta a riconoscere questa cornice senza trasformare i racconti in una storia generale della Rimini del dopoguerra.

Dal ricordo privato alla memoria di una generazione

La distanza temporale cambia inevitabilmente anche il significato dei ricordi.

Nel 2005 Riminesi alla menta poteva ancora essere letto soprattutto come la rievocazione di una giovinezza condivisa con amici e conoscenti. Nel 2023 quegli stessi racconti assumono più chiaramente anche il valore di testimonianza su modi di parlare, divertirsi, incontrarsi e vivere la città appartenenti a un'altra epoca.

Questo non trasforma Giuliano Masini in uno storico e non rende la sua esperienza rappresentativa di tutti i riminesi della stessa generazione. Il valore del libro rimane precisamente nella sua soggettività: una voce personale capace di conservare frammenti di vita che, con il trascorrere degli anni, acquistano anche un interesse collettivo.

Il 2023 e la riscoperta di Riminesi alla menta

L'intervento su Ariminum si colloca all'interno di una fase più ampia di recupero dell'opera.

Panozzo Editore ripropone nel 2023 il testo già apparso nel 2005, aggiungendo il sottotitolo I favolosi anni del dopoguerra e la prefazione di Manlio Masini. La nuova edizione rende nuovamente disponibile un libro che nella sua prima forma aveva avuto una circolazione limitata.

Il significato di “favolosi” non coincide naturalmente con una rappresentazione idilliaca dell'immediato dopoguerra. Il riferimento riguarda soprattutto gli anni nei quali, dopo le privazioni e le distruzioni, una generazione torna progressivamente a cercare socialità, divertimento e leggerezza.

La nuova edizione di Riminesi alla menta. I favolosi anni del dopoguerra nasce proprio da questo recupero: riportare in circolazione la voce di Giuliano Masini senza modificarne la natura autobiografica.

Manlio Masini, Ariminum e Panozzo Editore

La presenza di Manlio Masini in questa vicenda acquista ulteriore significato considerando il suo lungo rapporto sia con Ariminum sia con Panozzo Editore.

Per oltre venticinque anni Masini ha diretto la rivista, dedicandosi alla storia, ai personaggi e alla memoria culturale riminese. Parallelamente ha collaborato con Panozzo Editore come autore, curatore, direttore di collana e prefatore.

Il percorso è approfondito nell'articolo Manlio Masini e Panozzo Editore: oltre venticinque anni tra libri, collane e Ariminum.

Nel caso di Riminesi alla menta questi diversi legami si sovrappongono: Manlio è il fratello dell'autore, introduce la nuova edizione, interviene sulla rivista e contribuisce alla successiva presentazione pubblica del volume.

La presentazione alla Biblioteca Gambalunga

La riscoperta del libro prosegue il 15 aprile 2023 alla Biblioteca Gambalunga di Rimini, nell'ambito della rassegna Libri da queste parti.

Nella Sala della Cineteca intervengono Manlio Masini e Oreste Ruggeri. La presentazione diventa un'occasione per tornare sulla generazione raccontata nel libro, sul significato del nuovo sottotitolo e sul rapporto fra memoria personale e contesto storico.

Il resoconto della presentazione di Riminesi alla menta alla Gambalunga ricostruisce l'incontro e consente di vedere il video integrale dell'appuntamento.

Dal 2005 al 2023: cambia la distanza da cui viene letto il libro

Le due presenze di Riminesi alla menta su Ariminum permettono quindi di osservare due momenti differenti della fortuna del volume.

Nel 2005 Romano Ricciotti e Mixer intervengono su un libro appena pubblicato. Nel 2023 Manlio Masini torna invece su un'opera che viene recuperata dopo quasi vent'anni e dopo la scomparsa del suo autore.

Non cambia il nucleo dei racconti: cambia la distanza che separa il lettore dal mondo narrato. Una raccolta nata dalla memoria personale acquista progressivamente anche il valore di testimonianza di una generazione e dei suoi modi di vivere la città.

Per una lettura complessiva dell'opera, dei suoi ambienti e del rapporto fra esperienza individuale e memoria generazionale è disponibile l'hub Riminesi alla menta: memoria e vita quotidiana nella Rimini del dopoguerra.

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