Il rapporto tra Alessandro Catrani e Panozzo Editore non coincide con una semplice successione di libri pubblicati dallo stesso autore. Nel corso di oltre vent’anni la collaborazione ha assunto forme differenti: Catrani è stato autore, fonte di materiali documentari per ricerche altrui, curatore di apparati iconografici e, più recentemente, coautore insieme a Tommaso Panozzo.
A tenere insieme queste esperienze è soprattutto il rapporto fra ricerca storica e immagini. La collezione costruita da Catrani nel tempo nasce come strumento per i suoi studi sulla Rimini tra Otto e Novecento, ma progressivamente entra anche nel processo di costruzione di altri libri Panozzo. È proprio questa evoluzione a rendere particolare la sua storia editoriale.
Dal primo libro del 2004 a una collaborazione destinata a durare
Il primo punto fermo risale al 2004. Con Anni 20... che passione. Accadimenti e vita quotidiana a Rimini nel primo dopoguerra, Alessandro Catrani esordisce come autore proprio con Panozzo Editore.
È già un progetto nel quale il metodo che caratterizzerà molti lavori successivi appare con chiarezza: ricerca su documenti, giornali e testimonianze e un ampio patrimonio fotografico procedono insieme. Nel 2010 segue Kursaal e dintorni. Immagini di Rimini mondana e balneare fra le due guerre; nel 2014 Panozzo pubblica Il conte che amava volare. La Rimini di Guido Mattioli.
Tre libri distribuiti nell’arco di un decennio mostrano quindi che quando Catrani tornerà in catalogo con una nuova opera nel 2023 il rapporto con la casa editrice avrà alle spalle una storia molto più lunga.
Quando la Collezione Catrani entra nei libri di altri autori
Una trasformazione importante si osserva nel 2015. Panozzo Editore pubblica Vivere a Rimini negli anni della Grande Guerra di Davide Bagnaresi. Catrani non è l’autore del volume, ma materiali provenienti dalla sua raccolta contribuiscono alla costruzione dell’apparato iconografico.
Il passaggio è significativo perché modifica la funzione della collezione all’interno del rapporto con la casa editrice. Le immagini raccolte nel corso degli anni non servono più soltanto alle ricerche firmate dallo stesso Catrani: diventano fonti utilizzabili anche all’interno di un progetto editoriale sviluppato da un altro studioso.
Due anni dopo questa funzione assume una forma ancora più precisa. In Vivere a Rimini negli anni della Belle Époque, ancora di Davide Bagnaresi e pubblicato da Panozzo Editore nel 2017, Alessandro Catrani figura formalmente come curatore dell’apparato iconografico.
Non si tratta soltanto della disponibilità di un archivio. Il lavoro comporta la ricerca e la selezione di fotografie coerenti con l’indagine sviluppata dall’autore. È un'attività nella quale il materiale visivo viene scelto in funzione del progetto editoriale e assume quindi un ruolo documentario vero e proprio.
È probabilmente questo il passaggio che consente di comprendere meglio tutto ciò che avverrà negli anni successivi.
Gli anni dell’Incanto: Catrani torna autore
Nel 2023 Alessandro Catrani torna a firmare un volume Panozzo con Gli anni dell’Incanto. Eleganza e mondanità nella Rimini della Belle Époque.
Qui la relazione fra collezionismo e ricerca torna al centro di un libro dell’autore. Il patrimonio fotografico e documentario raccolto nel tempo non costituisce un corredo aggiunto a una ricerca già compiuta: partecipa alla costruzione stessa del progetto.
È una caratteristica approfondita nel percorso dedicato a Gli anni dell’Incanto, dove immagini, documenti e memoria visiva sono considerati nella loro funzione di fonti. Non occorre ripercorrere qui personaggi, episodi e materiali del volume: ciò che interessa nella storia del rapporto con Panozzo Editore è il ritorno di Catrani come autore dopo le esperienze nelle quali il suo archivio aveva già contribuito a libri firmati da altri studiosi.
La città perduta: la ricerca iconografica diventa un lavoro in dialogo
Nel 2024 il rapporto cambia nuovamente forma. La città perduta. Itinerari alla ricerca di una Rimini scomparsa è firmato da Tommaso Panozzo, mentre Alessandro Catrani cura l’apparato iconografico.
La distinzione dei ruoli è chiara, ma il lavoro svolto sulle immagini mostra ormai un livello di collaborazione più articolato. Durante la ricerca, alle esigenze che emergevano dal testo corrispondevano ricerche mirate all’interno del patrimonio di Catrani: non si trattava semplicemente di scegliere alcune fotografie già individuate, ma di cercare il documento visivo capace di rispondere a una specifica necessità della ricostruzione.
La presentazione di La città perduta a Palazzo Buonadrata ha reso visibile anche pubblicamente questa complementarità fra ricerca scritta e ricerca iconografica. Successivamente, l’intervista dedicata al volume su Rimini IN Magazine ha richiamato il ruolo delle immagini come documenti attraverso i quali confrontarsi con la città scomparsa.
È un passaggio importante nella storia del rapporto: Catrani non è l’autore del libro, ma la sua ricerca entra direttamente nel metodo attraverso il quale il progetto viene costruito.
Amarcord e la Mille Miglia: la collaborazione continua
Il caso di Amarcord e la Mille Miglia. La leggendaria corsa nella Rimini di Fellini, pubblicato nel 2025 e firmato da Carlo Dolcini e Tommaso Panozzo, permette di osservare un'altra forma della collaborazione.
Alessandro Catrani non è autore del volume e non compare come curatore. Eppure una parte rilevante del repertorio iconografico proviene dalla sua collezione, affiancata a quella di Tommaso Panozzo e ad altri fondi utilizzati nella ricerca.
Nel racconto della genesi del volume proposto durante IcaroTeche Talk emerge un elemento particolarmente significativo: il repertorio nasce soprattutto dall’incontro fra le collezioni Catrani e Panozzo. Fotografie, riviste e documenti non vengono utilizzati come semplice decorazione, ma partecipano al lavoro di ricostruzione.
La funzione della Collezione Alessandro Catrani all’interno del catalogo si è quindi ulteriormente ampliata: può contribuire in modo sostanziale a un progetto anche quando il suo proprietario non compare fra gli autori del libro.
Dalla collaborazione alla coautorialità
Nello stesso 2025 avviene un passaggio ancora diverso. Con Circolo Tennis Rimini. 100 anni, Alessandro Catrani e Tommaso Panozzo diventano coautori.
La struttura del volume riflette anche le rispettive aree di ricerca: Catrani lavora sulla prima fase della vicenda, dalle origini del tennis riminese fino alla Seconda guerra mondiale, mentre Panozzo segue il periodo successivo. Fonti documentarie e patrimonio iconografico concorrono alla ricostruzione delle due parti.
La collaborazione nata intorno alle immagini arriva così alla costruzione comune di un libro. Non è un punto di partenza improvviso: è il risultato di un percorso nel quale Catrani era già stato autore Panozzo, aveva messo il proprio patrimonio documentario a disposizione di altri studiosi e aveva curato apparati iconografici lavorando direttamente sulle necessità delle ricerche.
Il metodo seguito per il volume è stato approfondito anche nell’intervista dedicata alla ricerca per Circolo Tennis Rimini. 100 anni, mentre la presentazione al Teatro Galli ha costituito una delle principali tappe pubbliche del progetto.
Da Massimo a Tommaso Panozzo: un rapporto che cambia insieme alla casa editrice
Osservato nell’intero arco cronologico, il rapporto con Panozzo Editore presenta anche una naturale evoluzione generazionale.
Con Massimo Panozzo si sviluppa soprattutto la lunga stagione di Alessandro Catrani autore della casa editrice: dal debutto del 2004 ai volumi del 2010 e del 2014, fino a Gli anni dell’Incanto nel 2023. Nel frattempo la disponibilità del suo patrimonio iconografico comincia a estendersi anche a lavori firmati da altri autori.
Con Tommaso Panozzo diventa invece particolarmente evidente la dimensione della ricerca condivisa. In La città perduta il rapporto è quello fra autore e curatore iconografico; in Amarcord e la Mille Miglia si incontrano direttamente le rispettive collezioni; con Circolo Tennis Rimini. 100 anni si arriva infine alla coautorialità.
Non sono due storie separate. È lo stesso rapporto editoriale che assume forme nuove mentre cambia anche la generazione direttamente impegnata nei progetti della casa editrice.
Una collaborazione continuativa
Ciò che emerge dai progetti realizzati insieme è qualcosa di molto preciso: una collaborazione editoriale ricorrente fondata sulla ricerca storica e iconografica.
Nel 2026, ripercorrendo alcune delle persone che hanno accompagnato l'attività della casa editrice, Tommaso Panozzo ha definito Catrani una persona «con cui collaboriamo costantemente», richiamando proprio il suo ruolo di ricercatore e proprietario di un importante patrimonio fotografico e documentario sulla Rimini tra Otto e Novecento.
La formula aiuta a leggere retrospettivamente oltre vent’anni di lavoro comune senza trasformare una collaborazione concreta in un incarico formale che non esiste.
Dai libri alla costruzione delle fonti: il significato di questa storia editoriale
La particolarità del rapporto tra Alessandro Catrani e Panozzo Editore non sta quindi soltanto nella sua durata e nemmeno nel numero dei volumi coinvolti.
Sta nella progressiva trasformazione del ruolo della ricerca iconografica. All’inizio il patrimonio raccolto da Catrani alimenta soprattutto i libri che egli stesso scrive. Successivamente entra nelle opere di altri autori. Diventa oggetto di una curatela specifica. Viene interrogato in funzione delle esigenze di nuove ricerche. Infine dialoga con altri archivi e accompagna un progetto firmato direttamente insieme a Tommaso Panozzo.
È questa evoluzione a collocare la collaborazione all’interno delle Storie editoriali di Panozzo Editore. Non una seconda biografia di Alessandro Catrani e nemmeno un catalogo delle sue opere, ma il racconto di come una ricerca privata costruita nel tempo sia entrata progressivamente nel lavoro editoriale della casa editrice, contribuendo a dare forma documentaria e visiva a libri differenti.

