Oreste Delucca e Panozzo Editore: dalla scuola ai libri, una storia editoriale

Oreste Delucca, storico riminese e autore di Panozzo Editore

Il rapporto tra Oreste Delucca e Panozzo Editore comincia molto prima della pubblicazione del primo libro. Per ricostruirne le origini bisogna tornare alla Rimini del dopoguerra, quando Delucca era un ragazzo e Umberto Panozzo il suo professore di lettere alla scuola media.

Quella relazione fra maestro e allievo non va confusa con la collaborazione editoriale, iniziata soltanto molti decenni dopo. Costituisce però il primo capitolo di una storia che attraversa generazioni differenti: dall'insegnamento alla ricerca d'archivio, dai primi libri pubblicati insieme nel 2008 alla nuova e più intensa stagione editoriale aperta nel 2024.

Questo approfondimento fa parte di Storie editoriali: rapporti e collaborazioni di Panozzo Editore, il percorso che ricostruisce le relazioni attraverso le quali autori, studiosi e collaboratori hanno contribuito nel tempo alla formazione del catalogo della casa editrice.

Quella di Delucca è una storia non lineare e non esclusiva. La sua bibliografia è molto più ampia dei soli titoli Panozzo e comprende opere pubblicate con editori differenti. Proprio per questo è interessante osservare non semplicemente quanti libri abbia pubblicato con la casa editrice riminese, ma come il rapporto sia cambiato nel tempo: da un'antica relazione culturale a una collaborazione editoriale e, nei progetti più recenti, anche a una forma di progettazione condivisa.

Prima dei libri: Oreste Delucca allievo di Umberto Panozzo

Nel 1950-51 Oreste Delucca frequentava la scuola media di Rimini e fu allievo di Umberto Panozzo. A distanza di oltre settant'anni, durante la presentazione di La mia vita. Storia di un uomo, Delucca ha ricordato quegli anni come fondamentali per la propria formazione.

Il ricordo riguarda soprattutto un metodo. Una delle esercitazioni proposte da Umberto Panozzo chiedeva agli studenti di osservare e descrivere ciò che avevano davanti. Il punto non era soltanto guardare, ma imparare a vedere: accorgersi dei particolari, trovare le parole adatte a definirli, costruire le frasi e poi tornare sulla prima stesura per renderla più precisa.

Delucca ha collegato a quegli stessi anni anche i primi fondamenti del latino, lingua con la quale si sarebbe confrontato per decenni attraverso i documenti medievali. Il suo ricordo trova inoltre un riscontro nella testimonianza di Giovanni Luisè, compagno di scuola di Delucca, che ha ricordato a sua volta la particolare attenzione di Umberto Panozzo alla differenza fra guardare e vedere, all'osservazione dei dettagli e alla precisione delle parole.

Non sarebbe corretto sostenere che Umberto Panozzo abbia "creato" lo storico Oreste Delucca: la successiva attività dello studioso nasce da un percorso autonomo sviluppato in oltre sessant'anni di ricerca. È però lo stesso Delucca a riconoscere quanto quell'insegnamento sia rimasto nella propria formazione. Il metodo didattico di Umberto Panozzo costituisce quindi il punto più antico documentabile di una relazione destinata, molto tempo dopo, a diventare anche editoriale.

2008-2014: la prima stagione editoriale

La collaborazione tra Oreste Delucca e Panozzo Editore comincia documentalmente nel 2008. Nello stesso anno vengono pubblicati due libri: Giuliano e Diamante e Morciano nel Medievo. Fonti e spunti per un itinerario storico.

È l'inizio di una prima stagione che nell'arco di sei anni comprende quattro titoli. Nel 2012 viene pubblicato La fèmina del prete; nel 2014 segue Mille anni di mercato a Morciano, uscito nei Quaderni della Banca Popolare Valconca.

I quattro libri appartengono a progetti differenti, ma sono accomunati dall'attenzione di Delucca per le fonti, il territorio, la storia economica e sociale e gli aspetti concreti della vita delle comunità. Non costituiscono tuttavia l'inizio di un rapporto editoriale esclusivo. Delucca continua infatti a pubblicare anche con altre case editrici, mantenendo un percorso bibliografico autonomo.

Dopo il volume del 2014 trascorrono quasi dieci anni senza nuove pubblicazioni Panozzo dello storico riminese. Le fonti non documentano però una rottura o un conflitto. È quindi più corretto parlare di un intervallo nelle pubblicazioni che di un'interruzione del rapporto.

Il 2024: il ritorno di Oreste Delucca nel catalogo Panozzo

La nuova fase si apre con Mestieri e botteghe riminesi del Quattrocento, un'opera maturata attraverso decenni di ricerca archivistica e una lunga gestazione precedente alla pubblicazione Panozzo.

Il progetto non nasce dunque all'interno della casa editrice. Quando raggiunge la pubblicazione nel 2024, il lavoro di Delucca è già sostanzialmente costruito. Panozzo ne realizza l'edizione definitiva, affrontando la complessità di un'opera in due volumi e di dimensioni inconsuete. La successiva presentazione alla Cineteca della Biblioteca Gambalunga, con Carlo Dolcini, diventa anche un momento pubblico di riconoscimento della lunga ricerca che aveva portato alla realizzazione del volume.

Nello stesso anno arriva un progetto molto diverso: Piade e piadine. Sette secoli di storia, firmato da Piero Meldini e Oreste Delucca.

Il libro viene successivamente accompagnato da incontri, presentazioni, interviste e interventi sulla stampa. Questo percorso è raccolto nella pagina dedicata alla vita editoriale di Piade e piadine, mantenendo distinta la storia pubblica del volume dai risultati della ricerca contenuti nel libro.

Il 2024 rappresenta quindi qualcosa di più del semplice ritorno di Delucca nel catalogo Panozzo: apre una seconda stagione editoriale che negli anni immediatamente successivi assume una continuità molto maggiore rispetto al passato.

Il Guado e la continuità della nuova fase

Nel 2025 Panozzo Editore pubblica Il Guado. L'oro blu del Medioevo.

Dopo i due titoli dell'anno precedente, questa nuova pubblicazione mostra che la ripresa del rapporto non era stata episodica. In pochi anni Delucca torna a essere una presenza regolare nel catalogo, attraverso progetti diversi ma coerenti con il lungo lavoro dello studioso sulle fonti e sulla storia materiale.

È però con il libro successivo che il rapporto compie il passaggio più interessante dal punto di vista strettamente editoriale.

Rimini malatestiana: un libro nato da una proposta della casa editrice

Nel 2026 esce Rimini malatestiana. Il volto della città nel Quattrocento. La genesi di questo volume è documentata in modo particolarmente preciso.

Durante la presentazione del libro, Tommaso Panozzo ha ricordato che l'idea di scriverlo era nata in casa editrice. Panozzo stava sviluppando un percorso dedicato alle trasformazioni di Rimini nelle diverse epoche e cercava un autore capace di estendere molto più indietro nel tempo quella ricerca.

L'occasione arrivò durante una conversazione con Delucca nella sede di via Clodia. Lo storico raccontò che, attraversando Rimini, continuava a riconoscere nella città contemporanea le tracce della Rimini quattrocentesca. Da quell'osservazione nacque la proposta di trasformare quello sguardo in un nuovo libro.

È una differenza sostanziale rispetto a Mestieri e botteghe riminesi del Quattrocento. In quel caso Panozzo aveva dato forma editoriale a una ricerca già maturata autonomamente; con Rimini malatestiana, invece, il progetto nasce dal confronto tra autore ed editore.

Anche la costruzione materiale del volume testimonia questo dialogo. Durante la presentazione Elisa Tosi Brandi ha ricordato l'importanza attribuita da Delucca alle immagini e la scelta dell'editore di assecondare quella richiesta, dando all'apparato iconografico un ruolo significativo nella realizzazione del libro.

Per esplorare gli approfondimenti dedicati alla città del XV secolo senza sovrapporli alla funzione della scheda del volume è disponibile il dossier Rimini nel Quattrocento: storia e vita quotidiana nella città dei Malatesta.

La mia vita: il rapporto torna al suo punto più lontano

Nello stesso 2026 la storia assume anche una dimensione particolare. Alla presentazione di La mia vita. Storia di un uomo, Oreste Delucca non interviene per parlare di un proprio volume, ma per ricordare Umberto Panozzo come insegnante.

Lo studioso che negli anni più recenti è tornato a essere una presenza costante nel catalogo Panozzo racconta così il professore incontrato da adolescente circa settantacinque anni prima. Il rapporto editoriale contemporaneo viene pubblicamente ricondotto alla sua origine culturale più lontana.

È importante non trasformare questo collegamento in una continuità artificiale. Con Umberto Panozzo il rapporto documentato è quello fra maestro e allievo. La collaborazione con Panozzo Editore comincia soltanto nel 2008. Nella fase più recente il rapporto assume infine anche una dimensione progettuale, con il confronto diretto sulla nascita e sulla forma di nuovi libri.

Si tratta quindi di momenti diversi, non di una collaborazione editoriale durata settantacinque anni. A collegarli è piuttosto un filo culturale che attraversa insegnamento, ricerca, territorio e lavoro sui libri.

Un rapporto editoriale lungo, non esclusivo e ancora in evoluzione

La formula più precisa per descrivere il rapporto tra Oreste Delucca e Panozzo Editore è quella di una relazione culturale di lunghissima durata, diventata editoriale nel 2008 e progressivamente più intensa dal 2024.

La prima stagione comprende quattro libri fra il 2008 e il 2014. Dopo un lungo intervallo, dal 2024 si susseguono Mestieri e botteghe riminesi del Quattrocento, Piade e piadine, Il Guado e Rimini malatestiana. I progetti non nascono tutti nello stesso modo e proprio questa differenza permette di osservare l'evoluzione della collaborazione: dalla pubblicazione di ricerche autonome fino alla proposta e alla progettazione di nuovi lavori.

Il percorso è già destinato a proseguire. Il programma di Libri da queste parti annuncia per il 23 ottobre 2026 un nuovo volume di Oreste Delucca per Panozzo Editore, Il grano e la vite nel Medioevo, con una presentazione insieme a Elisa Tosi Brandi.

Non è dunque soltanto il numero dei titoli a definire questa storia. È il modo in cui, a distanza di decenni dal primo incontro fra uno studente e il suo professore, ricerca storica ed editoria sono tornate più volte a incrociarsi, assumendo forme differenti.

Per conoscere lo studioso e consultare i volumi attualmente presenti nel catalogo è disponibile la pagina dedicata a Oreste Delucca.

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