Piero Meldini e Panozzo Editore: quasi quarant'anni di libri, ricerca e collaborazioni

Piero Meldini, autore e collaboratore storico di Panozzo Editore

Il rapporto tra Piero Meldini e Panozzo Editore attraversa quasi quarant'anni di storia della casa editrice, ma non può essere ricostruito semplicemente mettendo in fila i libri che portano il suo nome.

Nel catalogo Panozzo Meldini compare infatti in forme molto diverse: autore e coautore, curatore, prefatore, autore di note e saggi inseriti nei libri di altri studiosi, interlocutore dell'editore e presenza ricorrente nelle occasioni pubbliche dedicate alle opere della casa editrice.

È proprio questa trasversalità a rendere particolare la sua storia editoriale. Il rapporto comincia negli anni in cui prende forma la collana Microstorie, prosegue attraverso il grande filone della storia dell'alimentazione, si estende alla memoria e alla storia di Rimini e arriva fino ai progetti sviluppati con una nuova generazione della casa editrice.

Questa pagina non vuole quindi sostituire la biografia e bibliografia di Piero Meldini, né riassumere i suoi libri. L'obiettivo è differente: ricostruire come la sua presenza abbia accompagnato nel tempo il lavoro editoriale di Panozzo.

1988: Piero Meldini è già nel libro da cui prenderà forma Microstorie

La prima traccia significativa risale al 1988.

In quell'anno Panozzo Editore pubblica la prima edizione di A tavola con i Malatesti di Luisa Bartolotti. Il volume reca una prefazione di Piero Meldini.

Il dato assume un significato particolare se osservato retrospettivamente. A tavola con i Malatesti sarebbe infatti diventato il primo titolo di Microstorie, anche se al momento della sua pubblicazione la collana non era stata ancora formalizzata con quel nome.

Durante la presentazione di La mia vita. Storia di un uomo di Umberto Panozzo, nel 2026, è stato lo stesso Meldini a tornare su quel passaggio, individuando nel lavoro di Bartolotti uno dei modelli intorno ai quali cominciò a configurarsi la futura collana.

Meldini è quindi presente nel percorso di Microstorie fin dal libro che ne precede la stessa formalizzazione.

Un interlocutore autorevole

Il rapporto con Panozzo non si esaurisce però nelle firme stampate sui libri.

Massimo Panozzo ha ricordato nel 2026 che lui e Meldini si conoscevano già quando si recò per la prima volta a trovarlo nel suo ufficio alla Biblioteca Gambalunga. Nel raccontare quell'episodio, Massimo ha sottolineato soprattutto il rispetto che nutriva per i giudizi di Piero.

È significativo ciò che avvenne con il manoscritto poi pubblicato come Codice di cucina. Il documento, proveniente dalla casa della famiglia Panozzo a Saludecio e successivamente affidato alle cure di Luisa Bartolotti, venne sottoposto anche all'attenzione di Meldini, che ne riconobbe immediatamente l'interesse.

Era uno degli interlocutori culturali ai quali Massimo Panozzo poteva sottoporre materiali, ricerche e progetti per un giudizio autorevole.

È un aspetto importante perché permette di vedere il rapporto Meldini-Panozzo anche prima del libro finito, nella fase in cui un documento o un'idea devono ancora trasformarsi in un progetto editoriale.

1997: con Le ricette d'e' Gnaf Meldini diventa anche autore-curatore Panozzo

Alla fine degli anni Novanta il rapporto assume una forma ancora più diretta.

Nel 1997 Panozzo Editore pubblica Le ricette d'e' Gnaf. La cucina tra le due guerre, nel quale Meldini seleziona e cura oltre trecento ricette tratte dall'Apprendista cuciniere di Salvatore Ghinelli.

Il volume non è soltanto un episodio nella bibliografia di Meldini. Diventa un titolo dalla vita editoriale particolarmente lunga: dopo la prima uscita del 1997, la stampa ne registra subito la fortuna critica; nel 2017 Panozzo ne pubblica la prima ristampa a vent'anni dall'edizione originale; nel 2023 il libro viene nuovamente presentato alla Cineteca di Rimini nell'ambito di Libri da queste parti.

Nello stesso 1997 Meldini firma inoltre la prefazione a La cucina dell'arzdora. Dal lunedì al sabato di Grazia Bravetti Magnoni.

I due casi mostrano già le due direzioni lungo le quali si svilupperà il rapporto: Meldini realizza propri progetti per Panozzo e, contemporaneamente, entra nei libri degli altri autori con testi capaci di fornirne un contesto storico e culturale.

Piero Meldini dentro il laboratorio editoriale di Graziano Pozzetto

Questa seconda funzione diventa particolarmente evidente nella lunga stagione dei libri di Graziano Pozzetto.

A partire dal 2000 Meldini firma prefazioni, saggi e note storiche in numerosi volumi pubblicati da Panozzo. Compare nel progetto sul formaggio di fossa, nello studio sullo scalogno, nella ricerca sulla piadina, nelle Minestre romagnole, nella Cucina e i prodotti della Valmarecchia e, con una funzione di consulenza storica, ne I grandi mangiatori di Romagna.

Il dato interessante non è però soltanto bibliografico.

Meldini ha raccontato che, essendo amico sia di Pozzetto sia di Massimo Panozzo, si trovò più volte a fare da interlocutore fra i due durante la lavorazione dei libri. La mole dei materiali accumulati da Pozzetto poteva infatti diventare molto ampia e il confronto con l'editore riguardava anche la necessità di dare una misura e una struttura ai volumi.

Questa testimonianza consente di osservare dall'interno un pezzo del lavoro editoriale Panozzo: non soltanto manoscritto, stampa e distribuzione, ma discussioni, tagli, nuovi materiali, ricerche aggiuntive e rapporti personali.

Meldini ha inoltre riconosciuto che le richieste di Pozzetto contribuirono a spingerlo a riordinare e approfondire proprie ricerche sulla storia del cibo riminese e romagnolo. La collaborazione era quindi reciproca: i suoi contributi entravano nei libri di Pozzetto, ma quei libri producevano a loro volta nuove occasioni di studio.

Dalla cucina storica alla storia e alla memoria di Rimini

Limitare il rapporto fra Meldini e Panozzo alla storia dell'alimentazione sarebbe però riduttivo.

Nel corso del tempo Meldini entra sempre più spesso in volumi dedicati alla storia sociale, alla cultura e alla memoria riminese.

Nel 2011 presenta al Museo della Città Ballando tra le macerie di Manlio Masini, dedicandogli anche una lettura critica sulla rivista Ariminum.

Nel 2017 partecipa invece a due progetti collettivi Panozzo molto lontani dalla gastronomia: il volume dedicato a Sigismondo Pandolfo Malatesta e quello sul Sessantotto studentesco riminese. In quest'ultimo firma il saggio L'anno di un solo libro, dedicato a Lettera a una professoressa.

È una fase che mostra con chiarezza come la collaborazione non dipenda da un singolo settore del catalogo. Meldini viene coinvolto quando un progetto richiede uno sguardo storico, critico o interpretativo sulla cultura riminese e italiana.

Armidiè, Bonviàz e il ruolo di Meldini nei libri della memoria

Una continuità particolarmente evidente emerge nei primi anni Venti attraverso i libri dedicati alla memoria della Rimini del secondo dopoguerra.

Nel 2021 Armidiè. Storie di vita nella Rimini degli anni '50 e '60 di Grazia Nardi si apre con una nota di Piero Meldini.

La scelta è significativa. Meldini non anticipa semplicemente il contenuto del volume, ma contribuisce a collocare la memoria personale raccontata da Nardi dentro una trasformazione storica più ampia: il passaggio fra una società ancora profondamente legata a strutture, abitudini e rapporti del mondo precedente e la rapida modernizzazione del dopoguerra.

L'anno successivo la collaborazione si rinnova con Bonviàz. Cronache famigliari dalla Rimini del dopoguerra. Anche questo secondo volume si apre con una nota introduttiva di Meldini, che torna sul rapporto fra lingua, modi di dire, famiglia e memoria della città. Nel 2022 Meldini partecipa inoltre alla presentazione del libro al Museo della Città.

Nello stesso anno firma la prefazione a Rurali sempre di Enrico Santini, poi presentato al Museo della Città di Rimini.

Il filo comune è ormai evidente: memoria personale, civiltà contadina, dialetto, trasformazioni sociali e storia della città. Meldini diventa una delle voci attraverso le quali Panozzo mette in relazione la testimonianza individuale con il contesto storico.

Gli anni dell'Incanto: una nuova prefazione per la memoria visiva della città

Nel 2023 lo stesso ruolo ricompare in un progetto molto diverso per forma e apparato documentario.

Gli anni dell'Incanto. Eleganza e mondanità nella Rimini della Belle Époque di Alessandro Catrani si apre con una prefazione di Piero Meldini.

Il volume nasce dal lungo lavoro di raccolta e ricerca iconografica di Catrani sulla Rimini fra Otto e Novecento. Anche qui la funzione di Meldini non è quella dell'autore principale: è lo sguardo critico che introduce e colloca il progetto all'interno di una più ampia riflessione sul rapporto fra città, memoria e tempo.

La sua partecipazione alla presentazione pubblica del volume conferma una modalità ormai ricorrente della collaborazione: Meldini non è soltanto una firma nel libro, ma accompagna spesso il progetto anche nel momento in cui entra nel dibattito culturale cittadino.

Un rapporto che attraversa due generazioni della casa editrice

La lunga collaborazione con Massimo Panozzo non si interrompe con il passaggio generazionale della casa editrice.

Il ritorno pubblico de Le ricette d'e' Gnaf nel 2023 vede Meldini dialogare alla Cineteca con Tommaso Panozzo. Nel 2024 Panozzo pubblica poi Piade e piadine. Sette secoli di storia, realizzato da Meldini insieme a Oreste Delucca e presentato alla Biblioteca Gambalunga.

Nel 2025 arriva Mangiare a Rimini. Dall'età romana al Novecento, nel quale Meldini riunisce e sviluppa un percorso di ricerca sulla storia dell'alimentazione coltivato per decenni. Interviste, recensioni e presentazioni del volume sono oggi raccolte nella relativa vita editoriale.

Nello stesso anno Meldini firma inoltre l'introduzione ad Amarcord e la Mille Miglia di Carlo Dolcini e Tommaso Panozzo.

È un passaggio che sintetizza efficacemente la durata del rapporto: nel 1988 Meldini introduce un libro collocato all'origine di Microstorie; nel 2025 introduce un volume firmato anche dalla generazione successiva della famiglia Panozzo.

2026: da collaboratore a testimone della storia di Microstorie

La continuità emerge in maniera ancora più evidente nel 2026, durante la presentazione di La mia vita. Storia di un uomo di Umberto Panozzo.

L'incontro è dedicato anche ai quarantacinque anni della casa editrice. Meldini interviene insieme a Manlio Masini, Oreste Delucca, Massimo Panozzo e Tommaso Panozzo e ripercorre una parte significativa della storia di Microstorie.

Parte da A tavola con i Malatesti, ricorda il primo filone dedicato alla cultura alimentare, passa attraverso altri libri della collana e arriva al progressivo ampliamento verso la storia, la società e la memoria del territorio.

Quasi quarant'anni dopo la prefazione del 1988, Meldini non è più soltanto una delle persone che hanno scritto dentro i libri Panozzo: è anche uno dei testimoni capaci di raccontare dall'interno l'evoluzione di una parte del catalogo.

Autore, prefatore, curatore, interlocutore

Un rapporto non formalizzato in una singola funzione, ma costruito nel tempo attraverso competenza, fiducia e continuità.

Meldini firma propri libri, cura testi storici, introduce opere di altri autori, collabora alle ricerche di Graziano Pozzetto, discute progetti con Massimo Panozzo, presenta e interpreta altri libri della casa editrice e continua a lavorare con Panozzo anche nella generazione successiva.

È proprio l'assenza di un unico ruolo a spiegare la peculiarità della relazione.

Un filo che attraversa il catalogo Panozzo

La storia di Piero Meldini e Panozzo Editore non coincide quindi con la storia di un singolo libro o di un unico settore editoriale.

Comincia alle origini di Microstorie, attraversa la ricerca sulla cultura alimentare, entra nel grande laboratorio dei libri di Graziano Pozzetto, passa per la memoria del dopoguerra di Grazia Nardi, per il mondo rurale raccontato da Enrico Santini, per la Rimini della Belle Époque di Alessandro Catrani e arriva fino ai più recenti lavori firmati o introdotti da Meldini.

La sua presenza mostra anche una caratteristica del catalogo Panozzo: libri e autori non procedono sempre come percorsi isolati. Prefazioni, curatele, ricerche condivise, presentazioni e confronti possono creare relazioni fra opere lontane nel tempo e apparentemente differenti.

Da questo punto di vista, Meldini rappresenta uno dei casi più evidenti di una collaborazione capace di attraversare più stagioni della casa editrice senza assumere mai una sola forma.

Per questo il suo rapporto con Panozzo appartiene alle Storie editoriali: rapporti e collaborazioni di Panozzo Editore: un percorso che permette di osservare non soltanto chi ha scritto i libri, ma anche le relazioni attraverso le quali un catalogo ha preso forma nel corso del tempo.

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