Il rapporto tra Luisa Bartolotti e Panozzo Editore si colloca all'origine di uno dei passaggi più significativi nella formazione del catalogo della casa editrice. La collaborazione comincia nel 1988 con A tavola con i Malatesti, ma il suo significato va oltre la pubblicazione di un singolo volume: proprio attorno a quel libro avrebbe cominciato a prendere forma la collana Microstorie.
Negli anni successivi Bartolotti avrebbe lavorato ancora con Panozzo Editore come autrice, curatrice e firma chiamata a introdurre altre ricerche. Ne emerge una storia editoriale sviluppata soprattutto intorno a un metodo: utilizzare le fonti legate all'alimentazione e alla cucina non soltanto per recuperare ricette, ma come documenti attraverso i quali osservare società, costume e cultura materiale.
Questa pagina non ricostruisce la biografia completa di Luisa Bartolotti e non riassume i contenuti dei suoi libri. Il suo obiettivo è differente: capire come sia nato e come si sia sviluppato nel tempo il rapporto con Panozzo Editore e quale posto abbia avuto nella formazione di alcune linee riconoscibili del catalogo.
1988: un libro prima ancora della collana Microstorie
Il primo passaggio risale al 1988, anno della prima edizione di A tavola con i Malatesti.
Oggi il volume è considerato il numero 1 di Microstorie, ma la successione storica è più interessante. Quando il libro venne pubblicato, infatti, la collana non aveva ancora assunto formalmente quel nome.
Massimo Panozzo ha ricordato che i primi volumi furono pubblicati senza numerazione e denominazione della collana, dettagli che arrivarono solo in un secondo momento, quando il progetto dimostrò di poter proseguire con continuità.
A tavola con i Malatesti non entrò quindi semplicemente in una collana già progettata: precedette la sua formalizzazione e contribuì a determinarne l'identità.
È una distinzione importante. La storia editoriale del rapporto fra Bartolotti e Panozzo comincia proprio in questo punto di passaggio, quando una singola pubblicazione diventa una delle basi sulle quali costruire un percorso più ampio.
A tavola con i Malatesti come modello editoriale
Durante la presentazione di La mia vita. Storia di un uomo nel 2026, Piero Meldini ha ricordato il ruolo particolare assunto dal libro di Bartolotti nella formazione delle prime Microstorie.
Il volume contribuiva a mettere a fuoco una formula che avrebbe avuto ulteriori sviluppi: una ricerca documentata, circoscritta a un argomento preciso, capace però di utilizzare quel tema per osservare aspetti più ampi della storia e della società.
Nei primi anni una delle componenti più evidenti di questo percorso fu proprio la storia dell'alimentazione. Con il tempo Microstorie avrebbe ampliato considerevolmente il proprio campo, accogliendo ricerche dedicate alla storia e alla memoria di Rimini e della Romagna e sviluppando parallelamente un filone dedicato alla cultura del cibo.
Il suo libro costituisce quindi uno dei punti dai quali quella direzione editoriale prese concretamente avvio.
Il contenuto storico e gastronomico di A tavola con i Malatesti appartiene alla scheda del volume e all'approfondimento dedicato a cosa si mangiava alla corte dei Malatesta. Qui interessa soprattutto ciò che avvenne intorno al libro e dopo la sua pubblicazione.
Un libro rimasto nella memoria di Massimo Panozzo
A distanza di molti anni, Massimo Panozzo ha continuato a indicare A tavola con i Malatesti fra i libri ai quali si sentiva maggiormente legato, associandolo direttamente alla nascita di Microstorie.
Il volume non rimase infatti confinato alla stagione della prima pubblicazione. Le successive ristampe e riedizioni gli permisero di continuare a far parte del catalogo, trasformandolo progressivamente da novità editoriale in uno dei titoli storici della casa editrice.
La sua importanza ritorna anche nelle successive ricostruzioni della storia di Panozzo Editore. Nell'intervista dedicata alle tre generazioni di editori indipendenti, la nascita delle Microstorie è uno dei passaggi utilizzati per spiegare il progressivo spostamento della casa editrice dalla produzione scolastica verso un catalogo sempre più riconoscibile dedicato alla storia e alla cultura del territorio.
Durante la presentazione di La mia vita alla Cineteca di Rimini, Massimo ha inoltre ricordato come molti rapporti costruiti con gli autori abbiano progressivamente superato la sola dimensione professionale. Fra le persone presenti da lui richiamate in quel momento c'era anche Luisa Bartolotti.
È un elemento che permette di collocarla nel nucleo storico di collaboratori attraverso i quali Massimo Panozzo ricostruisce oggi anche la dimensione umana della propria esperienza di editore.
1993: dal ruolo di autrice alla cura di una fonte storica
La collaborazione assume una forma differente nel 1993 con Codice di cucina.
All'origine del volume c'era un manoscritto ottocentesco proveniente dalla famiglia Albini di Saludecio e ritrovato da Massimo Panozzo. Bartolotti non intervenne questa volta semplicemente come autrice di un nuovo studio: lavorò direttamente sul documento, ne curò la pubblicazione e contribuì a ricostruirne il contesto.
Massimo ha ricordato anche un particolare significativo del metodo seguito: Bartolotti si recò personalmente nel palazzo della famiglia per conoscere l'ambiente dal quale proveniva il manoscritto.
Il lavoro editoriale portò alla riproduzione anastatica della fonte accompagnata dalla ricostruzione storica e dalla trascrizione necessaria a rendere leggibili terminologia e misure originali. Per conoscere il documento e il lavoro svolto sul testo è disponibile la scheda di Codice di cucina.
Dal punto di vista della storia del rapporto con Panozzo Editore, il passaggio è significativo perché amplia il ruolo di Bartolotti: dalla ricerca originale alla cura di una fonte storica recuperata dalla casa editrice.
2001: la competenza di Bartolotti entra nel libro di un'altra autrice
Un ulteriore sviluppo si registra nel 2001 con La borghesia a tavola di Paola Noseda.
In questo caso Luisa Bartolotti non è l'autrice del volume, ma firma l'introduzione. È un dettaglio bibliografico che assume un significato particolare se letto all'interno del rapporto sviluppato negli anni con Panozzo Editore.
La sua presenza non dipende più soltanto da una propria ricerca: la competenza maturata nel campo della storia dell'alimentazione viene utilizzata per accompagnare e contestualizzare il lavoro di un'altra autrice del catalogo.
Non è sufficiente per attribuirle un ruolo formale nella direzione della collana, per il quale non risultano elementi documentari. Mostra però che, a oltre dieci anni dal primo libro, Bartolotti era diventata una voce riconoscibile all'interno di quel particolare settore della produzione Panozzo.
2006: Porcus troianus e il ritorno alla curatela storico-documentaria
Nel 2006 il rapporto prosegue con Porcus troianus. La storia della porchetta in un trattato dell'Ottocento.
Anche in questo progetto il punto di partenza è un testo storico. Bartolotti cura la ripubblicazione dell'opera di Luigi Nardi e la accompagna con un proprio studio critico.
Il metodo richiama quello già sperimentato con Codice di cucina: recuperare una fonte, collocarla nel proprio contesto e renderla nuovamente accessibile attraverso il lavoro editoriale e storico.
Non occorre ripercorrere qui gli argomenti del volume, sviluppati nella sua scheda dedicata. Per comprendere il rapporto Bartolotti-Panozzo è più significativo osservare la continuità del metodo e la distanza temporale dal primo progetto del 1988.
Autrice, curatrice e firma di riferimento
Osservati insieme, questi passaggi permettono di definire con maggiore precisione la posizione di Luisa Bartolotti nella storia di Panozzo Editore.
È stata autrice di libri propri, curatrice di testi storici e autrice di un'introduzione per il volume di un'altra studiosa. Soprattutto, il suo primo lavoro con la casa editrice si trova all'origine della costruzione di una collana destinata a diventare uno degli elementi maggiormente riconoscibili del catalogo.
Una delle autrici storiche attraverso le quali Panozzo Editore cominciò a trasformare la cucina e l'alimentazione in oggetti di ricerca storica e divulgazione editoriale.
Luisa Bartolotti e una delle radici del catalogo Panozzo
Il peso di un rapporto editoriale non si misura necessariamente dal numero di libri pubblicati.
Nel caso di Luisa Bartolotti il dato decisivo è soprattutto la posizione occupata nella storia del catalogo. A tavola con i Malatesti precede la formalizzazione di Microstorie e contribuisce a fornire uno dei primi modelli della collana. Codice di cucina mostra una collaborazione costruita intorno al recupero di una fonte. La borghesia a tavola porta la sua competenza all'interno della ricerca di un'altra autrice. Porcus troianus conferma, quasi vent'anni dopo il primo libro, la continuità del lavoro sulle testimonianze gastronomiche del passato.
Altri autori avrebbero successivamente ampliato e trasformato quel filone, mentre Microstorie avrebbe progressivamente assunto un'identità molto più vasta, dedicata alla storia e alla memoria di Rimini e della Romagna.
Ma all'inizio di questo percorso rimane il libro pubblicato nel 1988 da Luisa Bartolotti.
Per questo il rapporto fra Bartolotti e Panozzo Editore appartiene alle Storie editoriali di Panozzo Editore: non perché coincida con l'intera storia della collana o della cucina storica nel catalogo, ma perché permette di osservare il momento in cui un incontro fra un'autrice, una ricerca e una casa editrice contribuì a far nascere qualcosa destinato a durare.
Approfondimenti
- Luisa Bartolotti: pagina autrice e libri pubblicati da Panozzo Editore
- Microstorie: storia e libri della collana Panozzo Editore
- A tavola con i Malatesti
- Cosa mangiavano i Malatesta? Viaggio nella cucina della corte riminese
- Codice di cucina
- La borghesia a tavola di Paola Noseda
- Porcus troianus
- Massimo Panozzo racconta tre generazioni di editori indipendenti
- Storie editoriali: rapporti e collaborazioni di Panozzo Editore

