“Dimmi come mangi e ti dirò chi sei”: Silvana Giugli recensisce La cucina riminese

Recensione di Silvana Giugli “Dimmi come mangi e ti dirò chi sei” su Ariminum, maggio-giugno 2006

Nel numero di maggio-giugno 2006 della rivista Ariminum, Silvana Giugli dedicò una recensione a La cucina riminese tra terra e mare, il volume di Michele Marziani e Piero Meldini pubblicato da Panozzo Editore nel 2005.

Il titolo scelto da Giugli, “Dimmi come mangi e ti dirò chi sei”, sintetizzava la chiave di lettura della recensione: attraverso il cibo è possibile osservare non soltanto le abitudini gastronomiche di una comunità, ma anche il suo rapporto con il territorio, la storia e le trasformazioni sociali.

La recensione arrivava diversi mesi dopo la pubblicazione del volume. Non appartiene quindi alla cronaca immediata del lancio, ma rappresenta una vera lettura critica dell’opera. Questa pagina ricostruisce esclusivamente quella ricezione, senza riprodurre i contenuti del libro.

Rimini, il territorio e la “buona tavola”

Silvana Giugli apre la sua recensione partendo direttamente da Rimini.

La città viene descritta come luogo di incontro e di contrasti, porta della pianura e territorio continuamente esposto a scambi, trasformazioni e influenze esterne. Al centro della riflessione compare però anche il rischio di una progressiva perdita di riconoscibilità, legato alla massificazione che ha accompagnato lo sviluppo contemporaneo della città.

È all’interno di questa tensione che Giugli colloca La cucina riminese tra terra e mare: la tavola diventa uno degli strumenti attraverso i quali una comunità può interrogare la propria identità e recuperare il rapporto con il territorio.

Non si tratta quindi, nella lettura della recensora, di considerare la gastronomia come un elemento isolato. Il cibo diventa una traccia della storia sociale e culturale di Rimini.

Michele Marziani tra memoria e Rimini contemporanea

Una parte importante della recensione è dedicata al contributo di Michele Marziani.

Giugli vi riconosce un forte legame affettivo con il territorio, con le tradizioni e con una memoria familiare fatta di sapori e consuetudini. Allo stesso tempo, però, sottolinea come questa attenzione al passato non comporti il rifiuto della Rimini contemporanea.

È un punto essenziale per comprendere il carattere a quattro mani del libro: Marziani non costruisce semplicemente un repertorio nostalgico della cucina scomparsa, ma osserva prodotti, luoghi, pratiche e persone all’interno di un territorio che continua a cambiare.

Questa prospettiva completa quella storica di Meldini e impedisce di ridurre La cucina riminese tra terra e mare a un libro del solo studioso riminese.

Piero Meldini e la parte storica del volume

La recensione individua con particolare nettezza il ruolo di Piero Meldini.

Giugli definisce il suo contributo come la parte più specificamente storica del volume e gli attribuisce il compito di aiutare il lettore a comprendere alcuni dei processi attraverso i quali si sono trasformate nel tempo le abitudini alimentari riminesi.

Nella sua valutazione, proprio questa sezione risulta particolarmente interessante perché consente di mettere in relazione gusti, comportamenti e cambiamenti della società.

La recensione richiama diversi esempi attraversati dalla ricerca di Meldini, appartenenti a epoche molto distanti fra loro. Non li riproduciamo qui: raccontare nel dettaglio quegli episodi trasformerebbe una pagina dedicata alla ricezione critica del libro in una seconda sintesi della sua parte storica.

Per collocare invece il volume del 2005 nel complesso delle ricerche dell’autore è disponibile la pagina pilastro La cucina riminese tra terra e mare nel percorso di Piero Meldini.

Il cibo come documento della società

È proprio nel rapporto fra alimentazione e società che si trova il nucleo della lettura proposta da Silvana Giugli.

Il valore storico della cucina non consiste soltanto nella possibilità di sapere quali piatti fossero presenti in una determinata epoca. Attraverso il modo di produrre, preparare e consumare il cibo emergono anche condizioni economiche, rapporti sociali, abitudini e trasformazioni della vita quotidiana.

Da qui deriva il significato del titolo “Dimmi come mangi e ti dirò chi sei”: nella recensione il cibo funziona come uno strumento per riconoscere una comunità e leggere i cambiamenti che l’hanno attraversata.

Questo tema sarebbe tornato molti anni dopo, con un impianto autonomo e una ricerca specifica sulle fonti, in Mangiare a Rimini. Dall’età romana al Novecento.

I due libri non devono però essere sovrapposti: Mangiare a Rimini non è una ristampa né un aggiornamento di La cucina riminese tra terra e mare, ma un’opera distinta, pubblicata vent’anni dopo e costruita attorno a un proprio percorso documentario.

E’ Gnaf nella lettura di Giugli

Fra le figure ricordate dalla recensione compare anche Salvatore Ghinelli, detto e’ Gnaf, già oggetto di una precedente ricerca di Meldini.

Il riferimento è significativo perché mostra come, già nel 2005-2006, il percorso dello studioso sulla storia dell’alimentazione riminese fosse costruito anche attraverso ricettari e protagonisti specifici.

Il tema possiede però oggi un proprio spazio editoriale e non viene sviluppato qui. Per approfondirlo sono disponibili Le ricette d’e’ Gnaf. La cucina tra le due guerre e l’articolo E’ Gnaf, nascita di un mito della cucina riminese.

Una recensione, non un semplice annuncio del libro

La posizione della recensione di Giugli all’interno della vita editoriale del volume è diversa da quella degli articoli pubblicati immediatamente dopo l’uscita.

Nell’ottobre 2005 Il Fo aveva insistito soprattutto sul metodo di ricerca e sulle fonti nell’articolo “Atto d’amore verso Rimini”: Meldini su Il Fo nel 2005.

Nello stesso periodo Luca Maria Ioli aveva raccontato su ChiamamiCittà il rapporto fra tradizione e modernità nell’articolo “Siamo quelli della piada, del radicchio e della saraghina”: Meldini e Marziani su ChiamamiCittà.

Con Ariminum, alcuni mesi più tardi, il libro viene invece osservato con maggiore distanza e interpretato nel suo rapporto fra territorio, identità e storia.

Dal libro alla storia della sua ricezione

La recensione di Silvana Giugli rappresenta quindi un documento importante non tanto perché aggiunga nuovi contenuti a La cucina riminese tra terra e mare, quanto perché mostra come il volume venne letto dopo la sua uscita.

È precisamente questa la funzione che la pagina deve conservare all’interno del cluster: documentare una lettura critica del 2006 senza trasformarsi in un nuovo articolo generale sulla cucina riminese.

Per seguire l’intera storia pubblica del volume – dalla presentazione dell’ottobre 2005 alle recensioni e agli incontri degli anni successivi – è disponibile il sub-hub La cucina riminese tra terra e mare: vita editoriale, recensioni e incontri.

Per il significato del libro nel percorso bibliografico di Meldini rimane invece il riferimento alla pagina La cucina riminese tra terra e mare nel percorso di Piero Meldini.

L’edizione cartacea di La cucina riminese tra terra e mare è esaurita e non è prevista una ristampa.

Per approfondire oggi la ricerca di Piero Meldini sulla storia dell’alimentazione riminese è disponibile Mangiare a Rimini. Dall’età romana al Novecento. Per il percorso dedicato a Salvatore Ghinelli è disponibile Le ricette d’e’ Gnaf. La cucina tra le due guerre.

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