“Atto d’amore verso Rimini”: Meldini su Il Fo nel 2005

Articolo “Atto d’amore verso Rimini” pubblicato su Il Fo nel 2005 su Piero Meldini, Michele Marziani e La cucina riminese tra terra e mare

Nell’ottobre 2005, pochi giorni dopo l’uscita di La cucina riminese tra terra e mare, il settimanale Il Fo dedicò al volume di Michele Marziani e Piero Meldini un articolo significativamente intitolato “Atto d’amore verso Rimini”.

Il servizio, pubblicato nel numero 1449 del 13–19 ottobre 2005, costituisce oggi una testimonianza particolarmente utile perché restituisce il libro nel momento stesso della sua uscita: non attraverso una rilettura successiva, ma attraverso le parole e le questioni che accompagnavano allora il progetto.

Questa pagina non riassume La cucina riminese tra terra e mare. Ricostruisce invece ciò che la fonte del 2005 permette di capire sulla diversa prospettiva dei due autori e, soprattutto, sul modo in cui Meldini affrontava il problema delle fonti per la storia dell’alimentazione.

“Atto d’amore verso Rimini”: il libro raccontato nel 2005

Il titolo scelto da Il Fo collocava immediatamente il volume nel suo rapporto con Rimini.

La cucina riminese tra terra e mare era appena stato pubblicato da Panozzo Editore nella collana Microstorie e presentato al Museo della Città di Rimini. Il giornale lo raccontava come il risultato dell’incontro fra due autori che osservavano lo stesso territorio da prospettive differenti.

La genesi del progetto e la presentazione dell’8 ottobre 2005 sono ricostruite separatamente nell’articolo La cucina riminese tra terra e mare: dalla nascita del progetto alla presentazione del 2005.

Il contributo di Il Fo permette invece di spostare l’attenzione sul lavoro dei due autori e sulle difficoltà incontrate nel trasformare il cibo in oggetto di ricerca storica.

Piero Meldini e il problema delle fonti sulla storia del cibo

Uno dei passaggi più interessanti dell’articolo riguarda il metodo di Piero Meldini.

Meldini spiegava di avere lavorato per decenni sui documenti conservati alla Biblioteca Gambalunghiana e sottolineava una difficoltà fondamentale: rispetto all’importanza che il cibo aveva nella vita quotidiana, le testimonianze documentarie capaci di raccontarlo sono relativamente scarse e discontinue.

Ne derivava una ricostruzione necessariamente costruita “per flash”: indizi appartenenti a epoche diverse che, una volta messi in relazione, permettevano di illuminare singoli momenti della storia alimentare riminese.

È un elemento importante per comprendere l’impostazione della parte storica del volume del 2005, ma non serve qui seguirne gli episodi uno per uno. L’obiettivo di questo articolo è documentare il metodo descritto da Meldini sulla stampa, non riprodurre la ricerca sviluppata nel libro.

La Biblioteca Gambalunghiana e una ricerca costruita nel tempo

Il riferimento alla Biblioteca Gambalunghiana non era occasionale.

Il lungo rapporto di Meldini con documenti, manoscritti e fondi della biblioteca aveva creato nel tempo una conoscenza molto ampia delle fonti riminesi. Le informazioni relative al cibo, tuttavia, emergevano spesso in maniera laterale: una notizia incontrata all’interno di un documento nato per altri scopi, un riferimento occasionale, un dettaglio capace di acquistare significato soltanto dopo essere stato messo accanto ad altre tracce.

L’articolo del 2005 documenta quindi una questione metodologica che sarebbe rimasta centrale anche nelle successive ricerche di Meldini: la storia dell’alimentazione deve spesso essere ricostruita attraverso fonti frammentarie.

Questo stesso problema è affrontato, con riferimento a una ricerca molto più recente e autonoma, nell’approfondimento Come si ricostruisce la storia dell’alimentazione a Rimini: documenti e fonti, collegato a Mangiare a Rimini. Dall’età romana al Novecento.

I due lavori non vanno però confusi: il libro del 2025 è un’opera autonoma e non una riedizione della ricerca pubblicata vent’anni prima.

E’ Gnaf fra gli esempi richiamati da Meldini

Nel raccontare il proprio percorso, Meldini richiamava anche figure e materiali già incontrati nelle sue precedenti ricerche.

Fra questi compare Salvatore Ghinelli, detto e’ Gnaf, il cuoco riminese il cui ricettario era stato riportato all’attenzione dei lettori da Panozzo Editore già nel 1997 con Le ricette d’e’ Gnaf. La cucina tra le due guerre, a cura dello stesso Meldini.

Il richiamo nell’articolo di Il Fo è utile perché mostra come il volume del 2005 non nascesse nel vuoto. Alle sue spalle esistevano già ricerche su singole fonti e protagonisti della cultura gastronomica riminese.

Non è però questa la sede per ripercorrere la biografia di Ghinelli o il suo ricettario: quel tema appartiene al libro specifico e all’approfondimento E’ Gnaf, nascita di un mito della cucina riminese.

Bruno Barosi: un altro frammento della Rimini gastronomica

Nell’articolo compare anche il nome di Bruno Barosi, altra figura utilizzata da Meldini per mostrare come la storia della cucina riminese possa emergere attraverso persone, documenti e vicende molto differenti fra loro.

Anche in questo caso il valore della citazione sta soprattutto nel metodo. Meldini non costruiva una storia lineare fondata su un’unica serie documentaria, ma metteva insieme testimonianze capaci di illuminare momenti differenti.

Per evitare di trasformare una fonte giornalistica del 2005 in un sostituto dei libri, non sviluppiamo qui la storia di Barosi né le preparazioni ricordate nelle ricerche di Meldini.

Michele Marziani e il territorio contemporaneo

L’articolo di Il Fo non riguardava però soltanto Meldini.

Michele Marziani rappresentava l’altra metà del progetto e portava nel volume una prospettiva rivolta maggiormente al territorio contemporaneo, ai suoi prodotti e alle trasformazioni della cultura gastronomica.

È proprio questa divisione di competenze a definire l’identità di La cucina riminese tra terra e mare: da una parte la profondità storica, dall’altra l’osservazione di una geografia gastronomica ancora viva e in trasformazione.

Ridurre il volume alla sola ricerca di Meldini significherebbe quindi perdere una caratteristica fondamentale dell’opera a quattro mani.

Il rischio dell’“infatuazione del moderno”

Fra le riflessioni attribuite a Meldini nell’articolo del 2005 emerge anche il tema dell’“infatuazione del moderno”.

La formula va letta nel contesto di un libro che osservava il rapporto fra permanenze, trasformazioni e perdita di pratiche alimentari. Non era un invito a cristallizzare la cucina in un passato immobile, ma una sollecitazione a riconoscere la memoria storica prima che alcune sue tracce scomparissero.

È precisamente questa tensione fra conservazione e cambiamento che aiuta a comprendere il titolo scelto dal giornale: l’“atto d’amore verso Rimini” non consisteva nella celebrazione nostalgica di ogni tradizione, ma nell’attenzione verso ciò che il cibo poteva raccontare del territorio.

Una fonte della prima ricezione del libro

L’articolo di Il Fo appartiene alla fase immediatamente successiva alla pubblicazione e rappresenta quindi uno dei documenti della prima ricezione di La cucina riminese tra terra e mare.

Accanto ad altri articoli usciti nell’ottobre 2005, permette di ricostruire le parole con le quali il progetto veniva presentato al pubblico prima che il libro entrasse nella sua successiva vita editoriale.

Un’altra testimonianza dello stesso periodo è raccolta nell’articolo “Siamo quelli della piada, del radicchio e della saraghina”: Meldini e Marziani su ChiamamiCittà.

Per seguire invece l’intero percorso pubblico del volume – dalla presentazione del 2005 alle recensioni e agli incontri degli anni successivi – è disponibile il sub-hub La cucina riminese tra terra e mare: vita editoriale, recensioni e incontri.

Il posto dell’articolo nel percorso di Piero Meldini

Riletto oggi, il servizio di Il Fo è particolarmente interessante perché conserva una testimonianza del modo in cui Meldini descriveva il proprio lavoro sulla storia dell’alimentazione già nel 2005.

Non anticipa però le ricerche successive e non rende il libro del 2005 equivalente alle opere pubblicate molti anni dopo.

Il rapporto fra La cucina riminese tra terra e mare e gli altri lavori dello studioso è ricostruito nella pagina pilastro La cucina riminese tra terra e mare nel percorso di Piero Meldini.

L’edizione cartacea di La cucina riminese tra terra e mare è esaurita e non è prevista una ristampa.

Per approfondire oggi due percorsi direttamente collegati ai temi richiamati nell’articolo del 2005 sono disponibili Mangiare a Rimini. Dall’età romana al Novecento, dedicato alla storia dell’alimentazione riminese, e Le ricette d’e’ Gnaf. La cucina tra le due guerre.

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